In breve. Entrambe appartengono alle Lamiaceae e si preparano come çaj mali. Sideritis scardica cresce sui ghiaioni calcarei più alti, generalmente oltre 1.000–1.200 m nel bacino della Vjosa, dove gli UV-B favoriscono verbascoside e diterpeni del kaurene. Sideritis syriaca si adatta a quote mediterranee leggermente inferiori e ha rapporti di monoterpeni diversi, dominati da pinene e carvacrolo.

Forma e habitat

Sideritis scardica, spesso chiamata Çaj Mali Shqiptar, ha infiorescenze compatte avvolte da larghe brattee verde-giallo e peli lanosi, i tricomi, che isolano dal gelo notturno e riducono la traspirazione.

Sideritis syriaca ha spighe più allungate e brattee un poco più piccole. S. scardica colonizza le rupi calcaree di Trebeshinë, Dhëmbel e Nemërçkë tra 1.000 e 1.800 metri.

Fitochimica a confronto

Entrambe sono ricche di apigenina, luteolina e verbascoside. La Sideritis scardica d’alta quota presenta però più fenoli totali per grammo secco, in risposta al sole e al suolo carsico povero.

Gli studi umani su cognizione e perfusione hanno impiegato specificamente estratti standardizzati di Sideritis scardica: Wightman et al., Nutrients 2018;10(8):955, con aumenti acuti del flusso prefrontale e riduzione dell’ansia durante le prove cognitive.

Raccolta e preparazione

Nella valle si tagliano gli steli fioriti con forbici, lasciando intatti i colletti radicali. A casa, partire dall’acqua fredda e far sobbollire per tre minuti per liberare flavoni idrosolubili e terpeni aromatici.

  • Quote: S. scardica 1.000–1.800 m; S. syriaca generalmente 800–1.400 m.
  • Composti: verbascoside, apigenina 7-O-glucosidi e diterpeni del kaurene.
  • Prove umane: estratto standardizzato di S. scardica in studi in doppio cieco, Wightman 2018.
  • Tre minuti a fuoco dolce partendo dall’acqua fredda preservano gli oli volatili.