In breve. La prova più solida è uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato su Nutrients nel 2018: 140 adulti sani tra 50 e 70 anni hanno assunto un estratto standardizzato di Sideritis scardica per 28 giorni. Alla dose maggiore sono migliorate la precisione dell’attenzione e l’ansia di stato rispetto al placebo; dopo la prima dose è aumentato il flusso sanguigno cerebrale. La pressione arteriosa non è cambiata. Si trattava di dosi fisse di estratto, non di una tisana: questo limita ciò che possiamo attribuire a una tazza preparata in casa.
Lo studio, in numeri
Wightman e colleghi hanno pubblicato su Nutrients nel 2018 uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e a gruppi paralleli. Gli adulti sani, di 50–70 anni ed età media intorno ai 60, ricevevano 475 mg o 950 mg di estratto standardizzato di Sideritis scardica, Ginkgo biloba come controllo attivo oppure placebo. Le valutazioni si svolgevano il giorno 1 e dopo 28 giorni di assunzione quotidiana.
A 950 mg tre risultati erano statisticamente significativi. Il giorno 28 diminuivano rispetto al placebo i falsi allarmi in un compito di elaborazione rapida delle informazioni visive, indice di maggiore precisione attentiva. Il riconoscimento delle immagini era più accurato rispetto al Ginkgo in entrambi i giorni. L’ansia di stato calava di circa tre punti nella scala STAI rispetto al placebo, con un effetto definito ampio dagli autori.
Dopo la prima dose, la spettroscopia nel vicino infrarosso rilevava, a entrambe le dosi, più emoglobina ossigenata e maggiore saturazione d’ossigeno nella corteccia frontale: un aumento misurabile dell’afflusso al tessuto cerebrale attivo. L’effetto acuto non persisteva al giorno 28; gli autori attribuiscono i successivi miglioramenti cognitivi soprattutto alla minore ansia.
- Disegno: randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli.
- Partecipanti: 140 adulti sani, 50–70 anni.
- Dosi: 475 mg e 950 mg di estratto standardizzato al giorno per 28 giorni.
- Risultati significativi: precisione attentiva, ansia di stato, flusso cerebrale acuto.
- Risultato non significativo: pressione arteriosa.
Un secondo studio: capacità antiossidante nel sangue
Uno studio distinto, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato su Molecules nel 2024, ha seguito 28 adulti sani che assumevano 1.500 mg al giorno di un estratto caratterizzato di Sideritis scardica per quattro settimane. Misurava marcatori ematici anziché prestazioni cognitive.
La capacità antiossidante totale del plasma è salita dell’11,6%; la perossidazione lipidica, indicatore del danno ossidativo ai grassi nel sangue, è scesa del 10,8%. Entrambi i risultati erano significativi. La pressione sistolica è diminuita di quasi 11 mmHg, così come frequenza cardiaca a riposo e due enzimi epatici. Glicemia, profilo lipidico completo, emocromo e diversi altri marcatori redox non sono cambiati.
Qui «antiossidante» indica una misura, non uno slogan. Il campione resta piccolo: 28 persone, 14 per gruppo. È un limite da tenere presente.
- Capacità antiossidante totale: +11,6%.
- Perossidazione lipidica (TBARS): −10,8%.
- Pressione sistolica: −10,9 mmHg.
- Nessuna variazione: glicemia, profilo del colesterolo, emocromo.
- Campione: 28 adulti sani, quattro settimane.
Dove i due studi divergono
Lo studio del 2018 non rilevava alcun effetto sulla pressione; quello del 2024 una riduzione consistente della sistolica. Estratti, dosi e campioni erano diversi e i risultati non sono stati conciliati.
Non scegliamo soltanto il dato favorevole. Se il tè di montagna viene presentato come rimedio per la pressione, va ricordato che lo studio più ampio l’ha misurata senza trovare effetti. Anche questo dettaglio appartiene al lettore.
La ricerca animale resta ricerca animale
Uno studio del 2012 su Planta Medica ha riscontrato nei ratti effetti antinfiammatori di Sideritis scardica comparabili a quelli dell’indometacina e gastroprotettivi comparabili a quelli della ranitidina. È ricerca farmacologica e può spiegare la reputazione tradizionale della pianta per lo stomaco.
Si tratta però di ratti: il risultato non è umano e non giustifica bere la tisana contro l’infiammazione. Lo stesso vale per gli esperimenti in coltura cellulare sul verbascoside, principale polifenolo della pianta.
Il tè di montagna, l’inverno e la tosse
Nei Balcani una pentola di tè di montagna accompagna spesso il fastidio alla gola: una consuetudine antica e confortante. Gli studi citati misuravano però attenzione, ansia di stato e flusso cerebrale a breve termine, non funzione immunitaria, sintomi respiratori, raffreddore o influenza. Qui non vi sono studi umani che dimostrino prevenzione o trattamento di un’infezione respiratoria.
La prova più vicina riguarda il miele. La metanalisi di Abuelgasim et al., pubblicata su BMJ Evidence-Based Medicine nel 2021 e basata su 14 studi randomizzati, ha rilevato una riduzione di frequenza e gravità della tosse nelle infezioni delle alte vie respiratorie rispetto alle cure usuali, ma non una superiorità al placebo; gran parte degli studi riguardava bambini. Una tisana calda senza caffeina con miele può dare conforto, senza essere una terapia o sostituire le cure mediche.
Non dare mai miele ai bambini sotto i 12 mesi: le spore di Clostridium botulinum possono causare botulismo infantile e sopravvivono alla cottura, anche al forno.
Dove si fermano le prove
Entrambi gli studi umani hanno impiegato estratti standardizzati e caratterizzati a dosi misurate. Una pentola di steli interi sul fornello è diversa: nessuno studio ha stabilito quali dosi di quali sostanze finiscano nella tazza domestica. Non si può promettere che riproduca un risultato clinico.
La pianta ha prove umane provenienti da due studi randomizzati controllati indipendenti. Gli esiti misurati riguardano attenzione, ansia, flusso sanguigno, capacità antiossidante e pressione, non immunità, disintossicazione o guarigioni. Non attribuiamo risultati che non sono stati misurati.
Correggiamo anche un nostro errore: una versione precedente citava un identificativo PubMed che rimandava a un editoriale estraneo sul decimo anniversario di una rivista. È stato rimosso; successivamente ogni citazione del sito è stata recuperata e verificata rispetto all’affermazione associata.
Leggere gli studi
Wightman EL, Jackson PA, Khan J, Forster J, Heiner F, Feistel B, Suarez CG, Pischel I, Kennedy DO. "The Acute and Chronic Cognitive and Cerebral Blood Flow Effects of a Sideritis scardica (Greek Mountain Tea) Extract: A Double Blind, Randomized, Placebo Controlled, Parallel Groups Study in Healthy Humans." Nutrients, 2018;10(8):955. doi:10.3390/nu10080955 — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6116054/
Papanikolaou K, et al. "Characterization of the Sideritis scardica Extract SidTea+ and Its Effect on Physiological Profile, Metabolic Health and Redox Biomarkers in Healthy Adults: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Study." Molecules, 2024;29(5):1113. doi:10.3390/molecules29051113 — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10934388/
Tadić VM, Jeremic I, Dobric S, Isakovic A, Markovic I, Trajkovic V. "Anti-inflammatory, gastroprotective, and cytotoxic effects of Sideritis scardica extracts." Planta Medica, 2012;78(5):415–427. doi:10.1055/s-0031-1298172 — studio su animali, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22274814/
Moussavi N, Azizullah H, Malterud KE, Inngjerdingen KT, Wangensteen H. "Immunomodulating polyphenols from Sideritis scardica." Journal of Functional Foods, 2022;96:105197. doi:10.1016/j.jff.2022.105197 — studio in coltura cellulare
Abuelgasim H, Albury C, Lee J. "Effectiveness of honey for symptomatic relief in upper respiratory tract infections: a systematic review and meta-analysis." BMJ Evidence-Based Medicine, 2021;26(2):57–64. doi:10.1136/bmjebm-2020-111336 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32817011/

